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Cronologia della vita e delle opere

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  • ISBN: 978-2-8124-2847-0
  • ISSN: 2257-7440
  • DOI: 10.15122/isbn.978-2-8124-2849-4.p.0365
  • Éditeur: Classiques Garnier
  • Date de parution: 24/09/2014
  • Langue: Français
Accès libre
Support: Numérique
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Cronologia della vita e delle opere

Il regesto è compilato sulla base delle indicazioni fornite dai titoli fondamentali della bibliografia sul personaggio, ovvero (in ordine cronologico): Lugano, Placido, « Di fra Giovanni da Verona maestro dintaglio e di tarsia e della sua scuola », Bullettino senese di Storia Patria [Siena], no 2-3, 1905 (XII), p. 135-239; Rognini, Luciano, Tarsie e intagli di Santa Maria in Organo, Verona, Banca Popolare di Verona, 1978; id., Tarsie e intagli di fra Giovanni a Santa Maria in Organo di Verona, Verona, Centro per la formazione professionale grafica, 1985; Bagatin, Pier Luigi, Preghiere di legno. Tarsie e intagli di fra Giovanni da Verona, Firenze, Centro Editoriale Toscano, 2000; Rognini, Luciano, voce « Giovanni da Verona », in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto dellEnciclopedia Italiana, 2001, vol. LVI, p. 260-263; Felicetti, Stefano, « Frate Giovanni da Verona magister lignaminis in Umbria » e Bagatin, Pier Luigi, « Fra Giovanni de Tachis da Verona olivetano », Il legno nellarte. Tarsie e intagli dItalia [Treviso], no 1, 2005 (I), p. 29-50; Rognini, Luciano, La sagrestia di Santa Maria in Organo. Le vicende storiche e artistiche della « più bella sagrestia che fusse in tutta Italia », Caselle di Sommacampagna, Cierre, 2007, p. 103-105.

1456 o 1457: Giovanni De Tachis (o Tacca), detto Giovanni da Verona, nasce a Verona da Marco De Tachis;

1475: entra nel monastero olivetano di San Giorgio a Ferrara, dove trascorre gran parte del successivo triennio di iniziazione alla vita religiosa;

1476: il 25 marzo professa nellabbazia senese di Monte Oliveto Maggiore. Nelle carte dellarchicenobio viene ricordato come « Fr. Joannes de Verona Sculptor »: la generica qualifica di « sculptor » cederà presto il posto ai più puntuali appellativi di « faber lignarius » o « intaiador », indicativi della sua più caratteristica vocazione lignaria;

1477-1478: fra Giovanni è « novitius » nel monastero ferrarese di San Giorgio. Durante lanno di noviziato, viene introdotto alla lavorazione del legno dal converso istriano fra Sebastiano da Rovigno;

1478-1479: fra Giovanni risiede nella comunità olivetana di San Michele in Bosco a Bologna;

1480-1481: è conventuale presso il monastero di Santa Maria di Montemorcino a Perugia;

1481-1482: soggiorna nella casa generalizia di Monte Oliveto Maggiore;

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1483-1485: lavora a Perugia per il cardinal legato, per il monastero benedettino di San Pietro e per quello femminile di Santa Giuliana; nel dicembre del 1483 è a Roma;

1485-1487: intraprende i lavori per il coro ligneo della cattedrale di Santa Maria Assunta in Spoleto; nel dicembre del 1486 è nuovamente a Roma;

1488-1489: fra Giovanni ricompare nelle Familiarum Tabulæ (su di lui mute dal 1482), in qualità di monaco in Santa Maria in Organo a Verona;

1489-1490: è a SantElena di Venezia quale « sculptor et presbiter »: è dunque sacerdote-scultore e affianca il maestro fra Sebastiano nei suoi lavori;

1490-1491: viene destinato a Santa Maria di Baggio nei pressi di Milano;

1491: ritorna a Verona, in Santa Maria in Organo, dove rimane per circa un decennio e fonda la scuola olivetana dartigiani del legno;

1492: è la probabile data del compimento dellimponente candelabro ligneo intagliato di Santa Maria in Organo, tuttora conservato nel presbiterio della chiesa veronese;

1493: nellautunno inoltrato comincia a lavorare alla grande cornice (non pervenuta) per la tela dellaltar maggiore di Santa Maria in Organo (è la cosiddetta Pala Trivulzio, consegnata dal Mantegna nel 1497);

1494-1499: realizza gli stalli del coro di Santa Maria in Organo facendosi aiutare da una vera e propria officina: ne fanno parte conversi, olivetani e laici, non solo veronesi (come, ad esempio, suo nipote Gregorio e fra Vincenzo Dalle Vacche), ma anche molti lombardi (come Roberto Marone, poi fra Raffaele da Brescia). Durante tutto il periodo dei lavori in coro sono attestati diversi spostamenti di fra Giovanni alla volta di Mantova, finalizzati sia allacquisto di legname che alla consegna a Mantegna di doni in natura e materie prime per lesecuzione della pala da collocare di fronte agli stalli in corso di realizzazione. Nel 1495 viene posta la prima pietra del campanile della chiesa, progettato da fra Giovanni ma portato a compimento solo nel 1533, dopo la sua morte. Nel 1494-1495 rimane alcuni mesi a Venezia per aiutare Sebastiano da Rovigno nei suoi lavori darredo ligneo della chiesa di SantElena;

1499: fra Giovanni è a Roma per lucrare il Giubileo proclamato da Alessandro VI e sosta a Firenze nel convento olivetano di San Miniato;

1500-1501: di ritorno a Verona, realizza un tabernacolo, unancona scolpita per la cappella della Maestà e, nel giro di pochi mesi, il leggìo per il coro di Santa Maria in Organo;

1501: in partenza per Monte Oliveto, fra Giovanni congeda i propri garzoni e scioglie la scuola veronese;

1502: nella casa madre di Monte Oliveto Maggiore, fra Giovanni realizza larmadio intarsiato per i libri corali e il grande candelabro intagliato per il cero pasquale;

1503-1505: in collaborazione col discepolo fra Raffaele e con alcuni altri aiuti, fra Giovanni intaglia e intarsia il nuovo coro per la chiesa della casa generalizia olivetana;

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1505-1510: fra Giovanni viene destinato allabbazia di Monteoliveto a Napoli. Realizza specchi intarsiati per la Sacrestia Vecchia e per la cappella di Paolo Tolosa;

1510-1511: breve permanenza presso la comunità olivetana della città nativa;

1511: le Familiarum Tabulæ registrano la presenza di fra Giovanni « senior presbiter » nel monastero di San Benedetto fuori Porta Tufi di Siena;

1511-1514: è nuovamente a Roma con lincarico di priore di Santa Maria Nova al Foro Romano (oggi Santa Francesca Romana), ufficio che detiene tra 1511-1512. Viene incaricato da Giulio II di realizzare spalliere, sedili e porte per la raffaellesca Stanza della Segnatura. I lavori – condotti di concerto con il senese Giovanni Barili – proseguono anche durante il pontificato di Leone X, da cui fra Giovanni riceve due pagamenti, nel maggio e nel giugno del 1513. Nel corso della sua attività per il Palazzo Pontificio in Vaticano, lintarsiatore riveste lincarico onorifico di « vicarius » – incarico che non lo obbligava alla residenza continuativa in monastero – presso i cenobi olivetani di San Magno di Fondi (in Lazio, per gli anni olivetani 1511-1512 e 1512-1513) e San Bartolomeo di Rovigo (in Veneto, 1513-1514 e 1514-1515). Porta a compimento (forse già dalla fine del 1514) il coro ligneo – ideato qualche anno prima – per il monastero senese di San Benedetto fuori Porta Tufi, luogo di sepoltura del beato Bernardo Tolomei, fondatore della congregazione olivetana;

1515-1516: fra Giovanni da Verona « presbiter » è a San Benedetto di Siena. Esegue i sedili intarsiati (perduti) e la porta intagliata della biblioteca dellarchicenobio, probabilmente da lui progettata sin dal 1513. Intorno al 1516 esegue probabilmente anche la porta del palazzo del cardinale Antonio Del Monte (attuale Palazzo Comunale) a Monte San Savino (nella val di Chiana, verso Arezzo, non molto distante da Monte Oliveto);

1516-1517: risulta vicario della famiglia monastica di Santa Maria di Camerino; segue un soggiorno nel monastero dei Santi Angelo e Nicolò di Villanova Lodigiana;

1517: fa ritorno a Verona, presso il cenobio di Santa Maria in Organo, dando inizio al secondo lungo periodo di attività per i confratelli della città natale;

1519-1523: progetta e realizza la spalliera di coronamento degli armadi dei paramenti nella sacrestia di Santa Maria in Organo; durante i primi mesi di lavoro, collabora col maestro il suo allievo fra Vincenzo. Il vano di sacrestia era stato portato a compimento già nel 1504, su progetto attribuito allo stesso fra Giovanni;

1523-1525: realizza, con lausilio dei discepoli Antonio “il Prevosto” e Vincenzo Dalle Vacche, ventitré dei trentatré stalli, richiesti già nel 1519, per gli olivetani di Lodi. Ormai anziano, stanco e in cattiva salute, fra Giovanni, per la prima volta nella sua lunga carriera di intarsiatore, non stabilisce il suo cantiere sul luogo della commissione, ma rimane a lavorare a Verona;

1525: fra Giovanni muore il 10 febbraio e riceve sepoltura nella cripta di Santa Maria in Organo, dove ancora riposa sotto lapide anepigrafa.